Solitudine

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Solitudine

La primavera e l’estate: stagioni perfette per trovare e raccogliere le erbe che tanto potevano aiutare.   La vecchia zia aveva trasmesso a lei e solo a lei la conoscenza di quando raccoglierle. Il rispetto della loro maturazione era importante per poterle trasformare in decotti e tinture, in guarigioni e miracoli.

Il potere della natura è a lei chiaro e il ricordo delle lunghe passeggiate per visitare i luoghi segreti dove crescevano i fiori e le piante sacre gli occupa il cervello e l’anima.

Ma adesso è sola nella cella con il corpo ferito e con i suoi ricordi che alleviano il dolore.

Le persone che aveva aiutato, i bimbi che aveva guarito e le tante parole spese per sanare discordie sono lontane.   Nessuno vicino a lei, nessuno dei tanti che le sue mani sapienti hanno toccato adesso la conforta…è sola nel buio.

Il ricordo si mescola con la paura che diventa sempre piu’ grande avvicinandosi all’alba: perché sta accadendo tutto questo? A lei che sempre aveva cercato la pace e seguito il sentiero dell’amore, perché a lei ?

Erano arrivati al mattino presto, prepotenti e feroci…i soldati l’avevano strappata alla sua casa, avevano interrotto l’alchimia della vita dedicata alla sua gente, tutto quello che stava preparando per guarire gli abitanti del paese che erano in sofferenza, distrutto in un attimo.

Era una strega urlavano, ma…non lo sapeva. 

Gli uomini vestiti di nero che rappresentavano la Verita’ erano stati chiamati per lei, ma perché ? Cosa aveva fatto di così malvagio ? Chi li mandava?

E poi… il suo corpo violato che la obbliga a firmare la carta con parole a lei sconosciute, scritte da altri…

Il sole del mattino entrando dalla piccola feritoia illumina i suoi capelli rossi. 

Il pianto dei suoi occhi azzurri bagna la pelle bianca e la catasta di legna che l’aspetta annienta la magia dell’amore in cui aveva sempre creduto.

Il caos di ricordi e domande, la paura e la speranza svaniscono nel rumore di passi che si avvicinano dal corridoio, il tempo si ferma e senza rendersi conto è ormai trascinata per la piazza: le urla dei paesani la riportano nella realtà del mattino.

Perché nessuno incrocia i suoi occhi? Perché le urla non parlano di ingiustizia, di sbaglio ?

Eppure li vede tutti, sono lì,  gli amici e coloro che aveva salvato, guarito, sono lì e sembrano non accorgersi che è lei, è lei quella che stanno uccidendo in nome di una Verita’ che non capisce.

Perché non urlano a testimonianza del suo amore, della conoscenza antica che da sempre li aveva aiutati, perché?   Perché non reagiscono alla Verità falsa di coloro che la perseguitano?

Eppure il profumo del pane fresco, della frutta e dei doni che tutti le portavano a unico compenso del suo fare, non erano un sogno, la gente l’amava e prima di lei tutte le donne che sapevano guarire.     Dove sono tutte le parole di ringraziamento, le promesse di ricambiare il dono, dove sono ? La piazza intera la guarda e la circonda, ma è sola, sola come nessuno da lei conosciuto, è sola come mai nessuno lei aveva abbandonato, sola nell’unico attimo in cui lei non poteva cambiare il suo presente senza l’aiuto dei tanti che aveva amato.

Sola con il terrore scatenato da domande senza risposte.

All’improvviso il fumo acre, amaro.

Non vede più la piazza, non riesce, gli occhi bruciano e non possono restare aperti.

Le fiamme ormai esplodono toccandola e accarezzando il suo corpo, uniche compagne del suo viaggio, l’avvolgono….la liberano.

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